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INAUGURAZIONE DE «LE FINESTRE DEI SOGNI»

Firenze, Ospedale pediatrico Meyer, 21 marzo 2016

Rendere ai bambini più umana e tollerabile l’esperienza ospedaliera: è questa la meritoria finalità dei grandi ledwall e dei monitor giganti che Delfiomultimedia–Gruppo Del Fio ha installato nella sala d’attesa degli ambulatori specialistici e della radiodiagnostica dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, inaugurati alla presenza dell’attrice Chiara Francini, del direttore generale Alberto Zanobini e del presidente della fondazione Meyer Gianpaolo Donzelli.

Si chiamano Le finestre dei sogni e servono a portare distensione e relax in un momento in cui l’attenzione – soprattutto dei genitori – è concentrata sull’esito della visita medica dei bambini.

Due sono le modalità con cui, grazie alla tecnologia di Delfiomultimedia–Gruppo Del Fio, si giunge a questo risultato. In primo luogo quattro grandi ledwall (due per ciascun lato della sala) su cui le immagini scorrono in sincrono, 24 ore su 24, come su un unico schermo, nonostante la colonna che li separa, grazie a un sofisticato sistema di processione grafica che calcola i tempi di delay tra uno screen e l’altro. Sono immagini che, come in un coloratissimo caleidoscopio, mostrano sfilate di animali, montagne innevate, tramonti e spiagge deserte bagnate da acque cristalline, il mondo sottomarino, lo sbocciare di fiori e colline piene di farfalle variopinte.

E ci sono poi quattro monitor 55” (come dei tablet giganti) con cui i bambini possono giocare e divertirsi liberamente in modalità interattiva, creando con le proprie mani – in senso letterale, perché si tratta di touch screen – personaggi di fantasia. Attraverso una app, compongono le varie parti dei personaggi da una base di template predefiniti, e possono inoltre combinare tra loro numerose categorie di oggetti, alcuni dei quali provengono da quadri di Mirò, Rousseau il Doganiere e Duccio di Boninsegna.

In tal modo il divertimento è assicurato e, cosa ancor più importante, il gioco interattivo consente al bambino di dimenticare l’ansia dell’attesa.